• Guarirò mai dall'asma?

    Per l’asma è più corretto parlare di periodi di benessere clinico, cioè di periodi di completa e totale assenza di sintomi correlati all’asma, che possono essere anche molto lunghi (molti anni). È stato dimostrato infatti che anche durante questi periodi di benessere, a livello bronchiale persiste l’infiammazione.

  • Dovrò per sempre fare terapia?

    La terapia per l’asma, da alcuni anni, è definita come la dose minima di farmaci inalatori che controlla la malattia (che significa eliminare tutti i sintomi ma avere la necessita di ricorrere al salbutamolo al bisogno) e riduce il rischio futuro di sviluppare complicanze (come alterazioni permanenti della funzione respiratoria) o crisi gravi di asma.

  • Con l'asma posso avere un’esenzione?

    Una volta fatta la diagnosi di asma bronchiale si usufruisce su tutto il territorio nazionale di una esenzione (Codice esenzione 007.493) che permette di eseguire la visita pneumologica di controllo, gli esami ematici (emocromo e dosaggio delle immunoglobuline E totali e specifiche), le prove spirometriche e la bronco dilatazione, la riabilitazione respiratoria e gli esami cardiologici.

  • Mi posso aspettare effetti collaterali dalla terapia inalatoria?

    La terapia inalatoria è sicura e alle dosi abituali sostanzialmente priva di effetti collaterali. Se la tecnica di inalazione non è corretta possiamo aspettarci degli effetti locali indesiderati: il cavo orale può arrossarsi, infiammarsi perché il farmaco non prende la via dei bronchi e rimane in bocca. A questo inconveniente si può ovviare facendo sempre attenzione alla tecnica inalatoria e sciacquando accuratamente la bocca e gargarizzando dopo le aspirazioni con acqua o con un colluttorio.

  • Perché è sempre pieno di catarro chi ha l'asma?

    L’asma si associa anche a aumento delle secrezioni bronchiali in risposta all’infiammazione dei bronchi che è propria della malattia. Le secrezioni in genere sono bianche o trasparenti (senza caratteristiche di infezione e non necessitano in questo caso di terapia antibiotica). Hanno anche una particolare consistenza (collose o particolarmente dense) e alcune volte formano dei piccoli cilindri che rappresentano lo “stampo” dei bronchi. C’è una condizione che può essere associata all’asma, la presenza di bronchiectasie, caratterizzata da tosse cronica con catarro che, in questo caso, può essere frequentemente infetto.

  • Posso fare sport?

    Per un paziente asmatico il limite all’attività sportiva è rappresentato dalla mancata diagnosi di asma e dal mancato controllo della malattia (terapia inadeguata, scarsa aderenza alla terapia). L’attività sportiva è quindi consigliata e può essere affrontata in sicurezza sia con la terapia di fondo che aggiungendo alla medesima una premedicazione con salbutamolo prima di iniziare l’esercizio fisico. Molti campioni di diverse specialità sportive sono asmatici.

  • Il cortisone mi farà aumentare di peso?

    I farmaci antiinfiammatori utilizzati per la terapia inalatoria dell’asma appartengono alla categoria dei corticosteroidi inalatori; sono molecole di forma e dimensioni molto diverse da quelle del cortisone che si assume per bocca, agiscono localmente (sulla superficie bronchiale), a dosaggi bassi e sono scarsamente assorbiti. Quindi alle dosi usuali non danno gli effetti del cortisone assunto per bocca, in particolare con comportano incremento del peso corporeo.

  • Potrò affrontare una gravidanza?

    L’asma non preclude la gravidanza. L’asma in gravidanza migliora in un terzo delle donne; in un terzo rimane stabile come prima della gravidanza; in un altro terzo si ha un peggioramento dell’asma.
    È importante che in gravidanza si prosegua con la terapia inalatoria utilizzando i farmaci inalatori per i quali ci sono evidenze di non tossicità per il feto. La sospensione della terapia per paura dei farmaci espone la donna al rischio di crisi asmatiche gravi dannose per l’ossigenazione del bambino.

  • Come si fa la diagnosi di asma?

    Ad un attento esame anamnestico (la storia clinica personale e familiare) e clinico (l’auscultazione del torace) deve seguire la valutazione funzionale con le prove respiratorie. Possiamo trovare segni di ostruzione bronchiale nel qual caso si ripetono le prove respiratorie dopo la somministrazione del broncodilatatore Salbutamolo. Se le prove risultano normali, cosa che accade abbastanza frequentemente, allora si fa un test di stimolazione bronchiale con metacolina , che negli asmatici provoca una modesta broncocostrizione. Quando il test è negativo esclude ragionevolmente l’asma. Esami a completamento della diagnosi sono i test allergologici, l’emocromo con formula e la visita dell’otorino (per valutare le condizioni della mucosa nasale).

  • Per l’asma posso ottenere l’invalidità Civile?

    Se l’asma porta ad avere difficoltà a svolgere alcune funzioni tipiche della vita quotidiana o condiziona nelle relazioni sociali, si può ottenere il riconoscimento dell’invalidità civile Inps (in assenza di altre patologie correlate solitamente il 35%, in presenza di altre patologie la percentuale di invalidità sarà maggiore). Il riconoscimento dell’invalidità Civile e dello stato di disabilità in caso di patologia asmatica è conseguente alla diagnosi d’asma.

    • Per ottenere il riconoscimento per prima cosa bisogna rivolgersi al medico curante (o ad un medico autorizzato come certificatore) per il rilascio del certificato medico introduttivo.
    • Ottenuto il certificato dal medico curante, è necessario presentare domanda di accertamento all’Inps per via telematica. Chi è abile con il computer può farlo autonomamente, dopo aver acquisito il PIN inps (un codice numerico personalizzato), oppure può rivolgersi entro pochi giorni dall’emissione del certificato, agli enti abilitati (associazioni di categoria, patronati sindacali, CAAF etc). Se non si presenta in tempo la domanda, il certificato scade e bisogna richiederlo nuovamente al medico.
    • Il paziente viene poi chiamato a visita medico legale entro 90 giorni dalla presentazione della domanda e dovrà presentarsi nella sede Inps territorialmente competente per residenza/domicilio temporaneo portando tutta la documentazione sanitaria che certifica le patologie.
    • Al termine della visita, verrà redatto un verbale elettronico che riporterà l’esito del riconoscimento di invalidità in percentuale al grado di compromissione della qualità della vita conseguenti alle patologie di cui il paziente è affetto. Il verbale verrà inviato a casa in busta Inps dopo qualche settimana.
  • Per l’asma posso ottenere i benefici della legge 104/92?

    Se l’asma ha ridotto l’autonomia personale, in relazione ovviamente all’età, tanto da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella delle relazione, si può ottenere il riconoscimento dei benefici connessi alla gravità delle condizioni di salute.
    Per ottenere il riconoscimento della gravità la procedura è la stessa per il riconoscimento dell’invalidità civile. Ottenuto il verbale di portatore di Handicap (art. 3 comma 1) o di Handicap grave (art. 3 comma 3) bisogna rivolgersi agli sportelli Inps territorialmente competenti per l’ottenimento degli specifici benefici connessi al riconoscimento.

  • Mio figlio ha l’Asma posso ottenere l’invalidità Civile?

    In pazienti in età evolutiva non è tanto la diagnosi a determinare il riconoscimento ma la compromissione funzionale.
    Se l’asma di un bambino lo porta ad ammalarsi spesso, ad essere assente da scuola per numerosi giorni durante l’anno, se non riesce a fare sport o non riesce a frequentare amici perché è malato, un genitore può presentare per lui la domanda per ottenere il riconoscimento dell’indennità di frequenza Inps.

    L’indennità di frequenza è una prestazione economica (es. per l’anno 2017 di 289,00 euro mensili) erogata a sostegno dell’inserimento scolastico e sociale di bambini/ragazzi affetti da patologie croniche. I pazienti hanno diritto all’indennità di frequenza, in particolare, l’indennità di frequenza è riconosciuta ai minori con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età (frequentare la scuola, avere relazioni sociali, fare attività extrascolastiche) fino al compimento del 18° anno di età e per i nuclei familiari che non superano il reddito previsto annualmente dall’Inps (per l’anno 2017 il limite è pari a 4.805,19 euro).

    • Per ottenere il riconoscimento per prima cosa bisogna rivolgersi al pediatra, al medico curante (o ad un medico autorizzato come certificatore), per il rilascio del certificato medico introduttivo.
    • Ottenuto il certificato dal medico curante, si deve presentare domanda di accertamento all’Inps per via telematica. Chi è abile al computer può farlo autonomamente, dopo aver acquisito il PIN Inps (un codice numerico personalizzato), oppure può rivolgersi entro pochi giorni dall’emissione del certificato, agli enti abilitati (associazioni di categoria, patronati sindacali, CAAF etc). Se non si presenta in tempo la domanda, il certificato scade e bisogna richiederlo nuovamente al medico.
    • Il paziente verrà chiamato a visita medico legale entro 90 giorni dalla presentazione della domanda e dovrà presentarsi nella sede Inps territorialmente competente per residenza/domicilio temporaneo portando tutta la documentazione sanitaria che certifica le patologie del bambino.
    • Al termine della visita, verrà redatto un verbale elettronico che riporterà l’esito della valutazione della commissione che non riporterà una percentuale di invalidità civile ma il riconoscimento dello stato di “minore con indennità di frequenza”. Il verbale verrà inviato a casa in busta Inps dopo qualche settimana.
  • Per l’asma di mio figlio posso ottenere i benefici della legge 104/92?

    Se l’asma ha ridotto la sua autonomia personale, in relazione ovviamente alla sua età, tanto da rendere necessario un tuo intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sua sfera individuale o in quella delle sue relazioni tanto da costringere i genitori a doversi assentare frequentemente dal lavoro, è possibile ottenere il riconoscimento dei benefici connessi alla gravità delle sue condizioni di salute.
    Per ottenere il riconoscimento della gravità la procedura è la stessa per il riconoscimento dell’indennità di frequenza. Ottenuto il verbale di portatore di Handicap (Art. 3 comma 1) o di Handicap grave (Art. 3 comma 3) bisogna rivolgersi agli sportelli Inps territorialmente competenti per l’ottenimento degli specifici benefici connessi al riconoscimento.

  • Ci sono novità per i minori in materia di riconoscimento di benefici Inps?

    La Legge 11.08.2014 n.114 Art. 25 comma 6, ha stabilito che ai minori titolari dell’indennità di accompagnamento per invalidi civili sono attribuite al compimento della maggiore età le prestazioni economiche erogabili agli invalidi maggiorenni, senza ulteriori accertamenti sanitari, ferma restando la sussistenza degli altri requisiti previsti dalla normativa. Il comma 6 Bis definisce che nelle more dell’effettuazione delle eventuali visite di revisione e del relativo iter di verifica, i minori con riconoscimento di invalidità civile e le persone con handicap in possesso di verbali in cui sia prevista rivedibilità conservano tutti i diritti acquisiti in materia di benefici, prestazioni e agevolazioni di qualsiasi natura. La convocazione a visita, nei casi di verbali per i quali sia prevista la rivedibilità, è di competenza di Inps.

  • Cos’è il nuovo protocollo sperimentale di certificato specialistico pediatrico?

    Era previsto per settembre 2017 ma è partito solo nel 2018 il certificato specialistico pediatrico,
    un documento che semplificherà l’iter sanitario a cui i bambini con disabilità e/o con determinate patologie devono sottoporsi per avere il riconoscimento delle prestazioni assistenziali a cui hanno diritto, a cominciare dall’invalidità civile. Una novità che farà la differenza, in termini di semplificazione, per i bambini con malattie oncologiche, malattie rare, patologie croniche e complesse.
    Il progetto sperimentale durerà 18 mesi e coinvolge l’Inps e i tre ospedali pediatrici più importanti d’Italia:
    il Bambino Gesù di Roma, il Gaslini di Genova e il Meyer di Firenze, (ci auguriamo verrà poi esteso a tutti gli ospedali pediatrici).
    L’accordo permette ai medici che lavorano all’interno di questi tre grandi ospedali pediatrici di produrre un “certificato specialistico pediatrico”, inserendo direttamente nei sistemi informativi dell’Inps, grazie a un PIN personale, tutti i dati necessari per valutare il caso.

    Le famiglie così dovranno soltanto inoltrare la domanda all’INPS per le prestazioni assistenziali a cui hanno diritto.
    Il certificato telematico è gratuito e raccoglierà fin da subito e in un unico documento tutti gli elementi necessari alla valutazione medico legale, evitando al minore ulteriori esami e accertamenti.

  • Se mio figlio ha frequenti crisi d’asma e si assenta frequentemente da scuola come posso tutelarlo nel contesto scolastico?

    Ogni bambino ha diritto ad essere protetto in modo speciale soprattutto quando si trova in situazioni patologiche (Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia, 1989).
    È suo diritto continuare la propria istruzione anche nel caso di ricovero breve o di convalescenza a casa (Carta Europea dei bambini degenti in ospedale, 1986).
    Gli strumenti per garantire il diritto alla salute e allo studio a bambini con problematiche sanitarie sono espressi nel Protocollo d’intesa stipulato tra il Ministero della Pubblica Istruzione e il Ministero della Sanità (24/10/2003).
    Quindi, se l’asma o l’allergia di un bambino lo porta ad essere ricoverato più spesso dei coetanei, ad ammalarsi spesso ed assentarsi da scuola per numerosi giorni durante l’anno o a necessitare di somministrazione di farmaci durante l’orario scolastico, come genitore hai diritto a percorsi facilitanti ed inclusivi offerti dalla scuola.
    Sulla base della patologia e della gravità, è possibile presentare per lui richiesta di:

    • attivazione somministrazione farmaci a scuola
    • attivazione servizio istruzione domiciliare e/o scuola on-line
    • attivazione scuola in ospedale
    • attivazione alunno disabile
  • Cos’è l’attivazione del servizio istruzione domiciliare e/o scuola on-line?

    Oggi è possibile attivare il servizio d’istruzione domiciliare per minori colpiti da gravi patologie in tutte le realtà territoriali, e riguarda tutti gli ordini e gradi di scuola.
    Questa modalità può essere richiesta se durante l’anno sono previste assenze per circa 30 giorni non consecutive per malattia, convalescenza o somministrazione di particolari terapie, presso la scuola frequentata dall’alunno con problematiche sanitarie su proposta documentata da parte dei genitori a cui deve essere allegata certificazione medica specifica. La modulistica per la richiesta si compone di due modelli che devono essere presentati alla Scuola.

    L’intervento al domicilio garantisce il diritto allo studio di alunni minorenni con patologie sanitarie e consta nell’invio da parte di insegnanti qualificati al domicilio dell’alunno impossibilitato a frequentare la scuola per problematiche sanitarie.
    È possibile inoltre attivare periodici contatti con la scuola frequentata dal bambino grazie all’attivazione della scuola on-line che, attraverso le risorse informatiche della scuola (Pc con web-cam) gli permetterà di partecipare alla vita sociale e alle lezioni didattiche della sua classe riducendo il suo senso di isolamento ed ampliando le sue competenze globali.

  • Se mio figlio fa frequenti ricoveri posso attivare la scuola in ospedale?

    Se nonostante le cure preventive ed i farmaci per controllare l’asma, si rendesse necessario un ricovero in ospedale, durante il ricovero tuo figlio potrà frequentare la scuola in ospedale garantita dal MIUR.
    La presenza della Scuola in Ospedale è considerata come parte integrante nella cura del bambino/ragazzo e persegue il duplice obiettivo di fornire un supporto sia scolastico che psicologico;

    • permette al bambino di mantenere un legame di continuità con la realtà esterna;
    • rafforza e motiva la volontà di guarigione;
    • consente al bambino malato di non aggiungere al disagio della malattia quello di un ritardo nella sua istruzione.
  • Mio figlio oltre l’asma ha altri problemi, come posso come posso tutelarlo nel contesto scolastico?

    Se un bambino, oltre alla patologia sanitaria ha anche altre problematiche relazionali, psicologiche o disturbi nell’apprendimento, come previsto dal dpcm n. 185 del 23 febbraio 2006, per garantirgli una piena integrazione scolastica e sociale si può richiedere per lui il riconoscimento dell’accertamento della condizione di alunno disabile.
    La domanda su apposito modello deve essere presentata presso la propria Asl competente territorialmente per residenza allegando questi documenti:

    • L’attestazione di alunno in situazione di handicap redatta da uno specialista (art. 2 DPR 24/2/94). Questo documento può anche essere compilato da un medico privato convenzionato;
    • La diagnosi funzionale: si tratta di un documento fondamentale per attivare il processo di integrazione, diversamente dalla certificazione medica, non si limita ad accertare il tipo e la gravità del deficit ma pone anche in evidenza le potenzialità dell’alunno.